La Meditazione è un Sentiero, percorrerlo è onorare il senso della Vita

  • Meditazione

Febbraio 2020

Bentornati a tutti.

Oggi mi piacerebbe riprendere un discorso fatto qualche volta da queste pagine, ma mai del tutto esaurito e mai molto approfondito.
Quali sono i benefici di cui la scienza ha documentato l’esistenza, e sta tutt’ora documentando, per quanto riguarda la meditazione?
Vorrei farlo soprattutto puntando i riflettori su uno dei metodi più studiati e, perlomeno in occidente, più praticati da chi vuole intraprendere un percorso di consapevolezza: la Mindfulness.
La meditazione chiamata Mindfulness, che ormai ha pervaso l’intero occidente, proviene dagli studi e dalle scoperte fatte da un biologo molecolare e medico, Jon Kabat Zinn che, negli anni ’70 approfondì un approccio nuovo e molto scientifico della meditazione.

Praticante di meditazione e formatosi seguendo, tra gli altri, gli insegnamenti del maestro Thich Nhat Hanh, nel 1979 fonda la Stress Reduction Clinic all’università del Massachusetts dove intraprende con un gruppo di studiosi una via di ricerca serrata sui presunti benefici della meditazione. Kabat Zinn mette a punto un protocollo di otto settimane attraverso il quale fa meditare persone con vari tipi di patologia e le scoperte sono, fin da subito, sbalorditive.
Vanno ben oltre ogni più rosea aspettativa del medico statunitense.
Il suo protocollo MBSR (mindfulness based stress reduction) dilaga e verrà utilizzato in tutta America per poi sbarcare anche nel resto del mondo occidentale, coinvolgendo Europa e Italia dove, attualmente, migliaia di praticanti lo stanno utilizzando e sperimentando tutti i giorni mettendo in atto le semplici regole di questo metodo.
Il protocollo di Kabat Zinn si fonda sulle millenarie pratiche orientali, soprattutto di orientamento buddista e mette in campo semplici pratiche sul respiro e sulla calma, sulla focalizzazione e sulla disidentificazione dai contenuti mentali che, così spesso, ci assillano e ci sequestrano.

Cosa scoprirono i primi ricercatori scientifici quando analizzarono i meditanti che applicavano tale metodo?
Una delle più importanti scoperte fu il sensibile abbassamento della produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, nel sangue riducendo perciò l’infiammazione cellulare. Recentemente, nel 2013, uno studio internazionale scopre che un meditante esperto già dopo poche ore di meditazione “spegne” i geni che danno avvio ai processi infiammatori. Anzi, non solo, ma la meditazione porta anche a stimolare il sistema simpatico che inizia a produrre invece sostanze anti-infiammatorie.
Vi sono evidenze scientifiche ad esempio sul riequilibrio delle attività cardiovascolari e quindi la regolarizzazione e l’abbassamento del battito cardiaco. Non occorre che spenda molte parole su quanto questo sia di beneficio, lo si intuisce senza dubbio.
Un’ampia e approfondita ricerca, della quale io stesso mi sono sbalordito, ha evidenziato come meditare sia di stimolo all’enzima Telomerasi. Questo enzima è responsabile dell’integrità del DNA nella replicazione cellulare, in sostanza nel processo che previene l’invecchiamento e su questo l’azione della meditazione è veramente potente.
I benefici sul sistema immunitario sono ben conosciuti, il prof Bottaccioli presidente onorario della Società italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia, nel suo manuale di meditazione indica: “La meditazione mette l'organismo in condizione di reagire con efficacia alle aggressioni, ma evitando pericolosi eccessi di infiammazione.”
Un potente alleato quindi per noi, quando, soprattutto d’inverno, il nostro sistema immunitario viene messo sotto assedio.
Molti e molti altri sono i benefici che la scienza ha dimostrato, sulla scia del protocollo inventato da Kabat Zinn per quel che concerne la meditazione, ma questa rubrica intende stimolare, non solo dare risposte. e quindi lascio a voi la ricerca.
Chissà che non scopriate un motivo forte che vi faccia intraprendere questa via meravigliosa.



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