La Meditazione è un Sentiero, percorrerlo è onorare il senso della Vita

  • Meditazione

Marzo 2019

In questo articolo approfondiremo un po’ di più la pratica meditativa, l’atto in sé.

Cercherò di dare, a tutti coloro che intendono avvicinarsi in maniera esperienziale alla meditazione, alcune indicazioni pragmatiche per iniziare e poi per consolidare la consapevolezza.

In primis si pratica ogni giorno, è necessario dare un ritmo alla pratica meditativa così da permettere alla mente di generare uno spazio interiore di libertà e agio, un rifugio di pace nel quale prendere posto ogni giorno, preferibilmente al mattino.

L’ideale sarebbe creare un proprio luogo di meditazione in casa, un piccolo spazio dove trova posto il cuscino su cui sedersi e ciò che vi serve per meditare.

Un blocco notes per eventuali pensieri o intuizioni, una candela o degli incensi e tutto ciò che può aiutarvi, ma sopra ogni cosa l’ideale è che sia un luogo appartato, dove poter vivere qualche momento di raccoglimento e pace.

Cosa per nulla facile di questi tempi con lo stile di vita che conduciamo.

Ci sediamo portando attenzione alla posizione del corpo, nel tentativo di trovare una postura che non sia troppo comoda per non cadere nel torpore, ma nemmeno così scomoda da rimanere per tutto il tempo in uno stato di disagio.

All’inizio incontreremo alcune difficoltà per cui possiamo anche utilizzare una sedia. Questo ci servirà a superare eventuali ostacoli fisici dovuti alla classica postura, seduti con le gambe incrociate, ma nel tempo e con la pazienza il corpo si ammorbidirà permettendovi di rimanere per il tempo necessario a calmare e focalizzare la mente.

E una volta trovato il luogo adatto e seduti, che si fa?

Si inizia a praticare nella maniera più semplice che esista, cercando di portare attenzione al respiro. Si rimane così concentrati, senza sforzo e utilizzando un atteggiamento gentile verso se stessi, sull’atto più naturale che mai abbiamo fatto sin da quando siamo nati… respirare.

A primo acchito può sembrare facile, banale persino, mantenere l’attenzione sul respiro. La maggior parte di noi sarà tentata di non dare peso a questa esperienza ma, come già ho avuto modo di spiegare in un altro articolo, è proprio facendolo che scopriamo quanto sia difficile concentrarsi, quanto sia difficoltoso mantenere la mente focalizzata in un solo pensiero, per quanto possa sembrare semplice.

Eppure, se avremo l’accortezza, la pazienza e un pizzico di tenacia di continuare, dopo le prime inevitabili difficoltà, potremo sperimentare stati mentali e interiori mai vissuti prima.

Nella normalità, portando attenzione al nostro stato mentale, sentiamo sovente una sorta di brusio, un incessante dialogo interiore, un susseguirsi inarrestabile di pensieri ed emozioni che ci abitano e dei quali non riusciamo quasi mai a liberarci.

Scopriremo che il semplice lasciar riposare la mente sul respiro può placare questa spiacevole condizione creando un vero spazio di pace e libertà. Sperimentare infine una mente silenziosa potrebbe addirittura spaventare alcuni, troppo abituati a quel costante vociare che ci abita, o più semplicemente perché a molti il silenzio spaventa.

Il silenzio spaventa perché ci fa incontrare, perché favorisce il contatto con noi stessi e questo non sempre è gradito a tutti, anzi.

All’inizio saranno sufficienti una decina di minuti, non di più, per abituare la mente a calmarsi e ricollegarsi al corpo. Per tornare a radicarci in quella che gli orientali chiamano: la nostra dimora. Il corpo appunto.

La mente vaga in maniera costante, dissipa energie preziose creando mondi e situazioni inesistenti, è compito nostro provare a invertire la rotta. E come ogni grande viaggio inizia dal primo passo, un passo che potrebbe portarvi realmente molto lontano.

Il nostro primo passo sarà adagiare delicatamente la nostra attenzione sul respiro, con pazienza, gentilezza e, perché no… sorridendo.



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