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  • Nebbia

Scegliere, esercizio di libertà

Scelta

aprile 2009


Gli eventi che in questi giorni hanno condotto Eluana a riposare in pace hanno anche fatto emergere alcune peculiarità di questo paese che, seppur conosciute, per molti erano in qualche modo assopite, quiescenti.
Era noto il servilismo intellettuale nei confronti del clero gerarchizzato che vige negli ambienti politici. Si sapeva della preponderante forza con la quale uno stato straniero, il Vaticano, impone la sua visione del mondo su questo paese, probabilmente non si pensava che tutto questo sarebbe avvenuto con tale veemenza.


La povertà culturale dei cosiddetti leader di questa società si è palesata tutta mostrando la pochezza, la volgarità e la decadenza che imperano attualmente tra le fila dei nostri politici. L’assenza disarmante di cultura ed idee cosa ha portato? Una accozzaglia di proposte confuse sostenute da urla, sbraiti e scempiaggini populiste da quattro soldi.
l’Italia non ha orizzonti morali a cui ispirarsi, non ha una direzione etica e non riesce nemmeno a darsi autonomamente delle regole civili adeguate ai tempi. Pensando che abbiamo avuto padri come Cicerone, Seneca, Marco Aurelio, Cavour e Mazzini, viene da piangere!
Purtroppo la nostra classe dirigente, non intendo solamente quella centrale ma spesso anche quella parcellizzata nel territorio, non ha orizzonti, viaggia a vista nella nebbia senza un briciolo di buon senso ma seguendo la linea del partito.
Infatti all’emergere di problemi di questa entità cosa propone?
Nulla… non riesce a formulare un pensiero di senso compiuto, balbetta e china il capo ossequiente ai dictat della Chiesa che invece le idee le ha chiare… altroché!

Cosa significa perciò applicare la propria facoltà di scelta? È un esercizio che permette all’individuo di indirizzare la propria vita in una direzione piuttosto che in un’altra. Essere coscienti di condurre un’esistenza in una comunità è fondamento del vivere civile e le nostre scelte devono essere calibrate su questo.
Le istituzioni tutte dovrebbero educare ad agire in questa direzione, per il bene comune e non pensare al popolo come ad un gregge da pilotare senza alcuna spiegazione. Liberarsi da certi schemi imposti ed opprimenti darebbe però luogo alla nascita di persone libere, soprattutto mentalmente ma ciò risulterebbe gravissimo per chi detta le regole.
L’individuo che sceglie secondo coscienza e secondo il proprio percorso esperienziale diventa sempre meno controllabile, sempre più difficile da veicolare nei gusti, nei consumi, nelle ideologie e nella visione della vita. In pratica si trasforma in un individuo libero e questo non va bene, questo non è ammissibile in un mondo di omologazione e dove l’intruppamento è il primo comandamento.
Analizzate sempre e costantemente le vostre scelte: perché compro questo? Perche voto quello? Perché vado in chiesa? Perché ho quella particolare idea, come si è formata nella mia testa?
La scelta è il potere più grande che abbiamo.
La scelta è la capacità di agire nel mondo e sulla propria vita.
Nel momento in cui si impara ad applicare ed usufruire realmente della propria porzione di libero arbitrio nella vita si impara ad agire e non più a reagire.



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